Canzone Noir

La notte ha smesso di urlare
Fugge una luna di fumo
Lentamente mi consumo
In questo buio non so nuotare

Rit.:
Colpiscimi
notte
Rubami la vita
Ormai è finita
Sono solo ossa rotte

Tra gli inferi dei bar [1] tu muori
Non sono in cielo le stelle
Cadono dagli occhi sulla pelle
Bruciano dentro come liquori

Rit.

Tagliami la gola: è tutto ciò che ho [2]
Sono rimasto solo tra le ombre
In queste strade come tombe
Domani non mi sveglierò

Rit.

E il sole ora arresta la notte
La terrà al fresco per un po’
Ma io il giorno non rivedrò
Addormentato dalle sue botte

Rit.

 

[1] Vinicio Capossela, Che coss’è l’amor, 1994
[2] Red Hot Chili Peppers, Otherside, 1999

 

TESTO SELEZIONATO PER LA PARTECIPAZIONE AL TOUR MUSIC FEST XI ED. – 2018

Il leone pigro e i suoi furbi fratelli

C’era una volta, nella savana africana, un piccolo gruppo di quatto leoni, fratelli fra loro. Il capobranco era Jelani un leone grosso e potente che incuteva paura a tutti. Gli altri tre erano al suo servizio.

Il peggior difetto di Jelani era la pigrizia; infatti passava le sue giornate sdraiato sull’erba a crogiolarsi al sole oppure a dormire all’ombra di un albero. I fratelli, spossati dalla lunga caccia dovevano sempre aspettare che Jelani avesse mangiato i pezzi migliori delle loro prede uccise da loro, prima di potersi dividere gli avanzi.

Passarono i mesi e gli anni e Jelani invecchiava diventando sempre più tirannico, pigro e debole, mentre i fratelli si mantenevano in forma con la caccia. Il loro odio nei suoi confronti cresceva sempre più. Un giorno, osservandolo poltrire si fecero coraggio ed escogitarono un piano per liberarsi finalmente di lui.

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