Il mondo può attendere

L’odore del caffè e il borbottio della moka riempivano la stanza, l’avvolgevano come un abbraccio rassicurante.

Era questo un momento sacro, il culmine della celebrazione del proprio io, un sacrificio alla propria individualità. “Chi mai potrebbe prepararmi un caffè come me lo preparo io, con lo stesso zelo, con la stessa cura?” [1] Continua a leggere “Il mondo può attendere”

Storia di un impiegato

Narrami, o dea del probabile,

Dell’eroico albero della plastica

che tutti nutre, che tutto crea.

Cantami del suo cuore di pistoni

Delle radici che reggono il mondo

Mostrami le catene d’oro

Che ornano infine i nostri polsi

E il collare che ci guida sulla retta via!

Ah! Quanti contanti, quante meraviglie!

Costruimmo imperi d’uffici su inutili fiori

E fabbriche e banche e negozi

Su merci senza mercato, senza valore.

Da fiumi e nuvole e rondini e amore,

Oh albero sacro tu ci hai liberato!

Spegni, ti prego, la fiamma dispettosa

Che talvolta ci distrae dal lavoro

Per indicarci un cielo vuoto e un mare folle.

Proteggici stretti nelle tue operose radici,

Non abbandonarci in balia della vita!

 

POESIA VINCITRICE DEL PRIMO PREMIO AL CONCORSO SCRITTURE DA STRADA – III ED. 2018

Controllo

Il volante dava un’idea di leggerezza e resistenza che ben rappresentava la macchina, pensava Adam, stringendolo  saldamente mentre l’auto correva all’alba sull’autobahn deserta. Il motore rombava a gran voce, mostrando al mondo la sua potenza, come un leone che ruggisce nella savana.

Era tutta una questione di controllo: il pilota era l’auto e l’auto era il pilota. Nessuna interruzione tra i due corpi, uniti in quell’orgasmo di energia e velocità. Un’intesa perfetta.
Per Adam, ingegnere meccanico di un’azienda automobilistica, il controllo era tutto e tutto era sotto controllo. Ciò che a un occhio inesperto sembrava casuale, lui lo poteva facilmente ingabbiare in algoritmi. Poteva ad esempio prevedere il numero di pezzi difettosi usciti dalla catena di montaggio, così da individuarli ed eliminarli, poteva studiare le tolleranze necessarie ad annullare la variabilità di processo, poteva predire quando sarebbe stata necessaria una manutenzione. Benedetta statistica! Continua a leggere “Controllo”

Ode alle crisi

Basta un soffio di vento per spazzare via le nubi e torna a splendere il sole

Invecchiando, la pelle diventa più dura, più ruvida. Il tempo la segna. E la stessa cosa la fa col cuore.

Tutte le esperienze della vita, positive o negative, lasciano qualcosa. Un piccolo segno. Ogni momento vissuto, ogni persona incontrata, ogni risata, ogni pianto. Tutto. E se si vuole, si può anche imparare qualcosa guardando quelle macchie del cuore. Soprattutto da quelle brutte, che hanno fatto più male, perché sono quelle che ci hanno spinto di più a pensare. Continua a leggere “Ode alle crisi”

Prospettive

Me ne stavo fermo, seduto in avanti, con i gomiti sulle cosce, osservando quella vecchia fotografia. I miei occhi erano rossi e gonfi, le lacrime scendevano lungo le guance, attraversando la barba disordinata, prima di cadere nella polvere. Era tempo di ripensare alla mia vita. Tra poco ne avrei discusso con Dio.

I raggi del sole primaverile passavano attraverso gli squarci dei muri, come acqua che si insinua nei lembi di una ferita. Un vento leggero alzava la polvere dalle strade e dai mucchi di macerie. Continua a leggere “Prospettive”