La bestia

La bestia

Arrivai in ufficio trafelato, quasi di corsa: quell’incontro mi aveva riempito di angoscia.

La sera precedente avevo ricevuto in redazione una telefonata anonima che mi aveva in qualche modo colpito. Di solito la segretaria, Betty, non mi passa neppure questo tipo di chiamate perché si tratta generalmente di false informazioni, mitomani, o semplici scherzi. Oppure di qualche vecchia massaia che vorrebbe vedere in prima pagina un articolo sui pericolosi ragazzacci che giocano a pallone vicino al suo prato. 

Quella volta no: l’informatore misterioso sapeva molte cose sul mio conto, così lei, preoccupata, aveva deciso di passarmelo. Mi disse che solamente che dovevamo vederci di persona in un caffè del centro, la mattina seguente.

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Nel nostro abbraccio

Nel nostro abbraccio
Non c’era luogo che il silenzio
Né tempo che batteva

Non più carne ma spiriti
Sopra l’inganno della terra