Lucca non cadrà!

[NOTA: Questo racconto è basato su eventi storici realmente accaduti, romanzati per riadattarli alle vicende personali dei protagonisti, che sono frutto di fantasia.]

Tutto era calmo e silenzioso, racchiuso nella cappa gelida e spettrale che avvolgeva Lucca come un mantello di nebbia nella fredda notte novembrina. La ronda percorreva il suo cammino, apparendo e scomparendo come un’ombra nella foschia.

Jacopo si scaldava davanti al grande camino della Caserma di San Martino. Era un bel giovane: capelli neri, sguardo profondo e fisico slanciato, l’orgoglio di sua madre Elisa e di tutta la famiglia Martinelli. Un figlio soldato delle mura, custode della Repubblica, sempre più stretta tra l’ingordigia di Firenze e l’aggressività di Parma, un vero uomo d’armi,  al servizio del Consiglio degli Anziani, come i cavalieri delle antiche leggende. Continua a leggere “Lucca non cadrà!”

NEWS! Prima pubblicazione

22/09/2018 MILANO
Presentata presso la Libreria Cultora di Milano l’antologia Racconti Storici Vol. 1 Ed. 2018, di Historica Edizioni, ISBN 9788833370651, costituita dai racconti vincitori del premio omonimo, tra i quali Passaggio.

Il libro è disponibile su prenotazione nelle migliori librerie e sulle maggiori piattaforme online.
Ecco dove poter ordinare online (è gradita la recensione):
La Feltrinelli
Mondadori
Rizzoli
Hoepli
Ubik
San Paolo
– IBS
– Amazon
AbeBooks
Libraccio
Unilibro
Libreria Universitaria
Libro Co.
Minerva


Gabriele Levantini 

La storia della storia

C’era una volta a Djar, un piccolo regno remoto e sperduto, un tiranno temibile e avidissimo.

Gli abitanti di quella terra erano completamente sottomessi a lui, che disponeva a suo piacimento della loro vita e dei loro averi. Le leggi erano spietate: per moltissimi reati, anche piccoli, era prevista la pena di morte e, per volere del re, un suddito poteva essere punito anche senza alcun motivo.
Tutti erano poverissimi, a causa delle tasse esagerate che pretendeva il sovrano, e chi non si poteva permettere di pagarle diventava suo schiavo.

Accanto a questa situazione disperata esisteva però un altro mondo: la corte. La corte, più grande e bella di quanto si possa immaginare, era la ricchissima casa della famiglia reale, della nobiltà e degli alti gradi dell’esercito. Non basterebbero cento pagine per descrivere gli ori, i marmi, le sete, le porcellane, le opere d’arte, i tappeti, il mobilio e tutte le altre inestimabili ricchezze, rubate al popolo, che si trovavano nel palazzo del potere.
Qui il re passava le sue giornate, circondato dalle concubine, dagli ospiti e dagli amici. Qui decideva le guerre, che i poveri avrebbero dovuto combattere per lui. Qui riceveva i soldi dei tributi e inventava nuove imposte. Qui era il suo mondo e non ne usciva mai, se non per andare, accompagnato dalle guardie, nel cortile grande come una cittadella.

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