La storia della storia

C’era una volta a Djar, un piccolo regno remoto e sperduto, un tiranno temibile e avidissimo.

Gli abitanti di quella terra erano completamente sottomessi a lui, che disponeva a suo piacimento della loro vita e dei loro averi. Le leggi erano spietate: per moltissimi reati, anche piccoli, era prevista la pena di morte e, per volere del re, un suddito poteva essere punito anche senza alcun motivo.
Tutti erano poverissimi, a causa delle tasse esagerate che pretendeva il sovrano, e chi non si poteva permettere di pagarle diventava suo schiavo.

Accanto a questa situazione disperata esisteva però un altro mondo: la corte. La corte, più grande e bella di quanto si possa immaginare, era la ricchissima casa della famiglia reale, della nobiltà e degli alti gradi dell’esercito. Non basterebbero cento pagine per descrivere gli ori, i marmi, le sete, le porcellane, le opere d’arte, i tappeti, il mobilio e tutte le altre inestimabili ricchezze, rubate al popolo, che si trovavano nel palazzo del potere.
Qui il re passava le sue giornate, circondato dalle concubine, dagli ospiti e dagli amici. Qui decideva le guerre, che i poveri avrebbero dovuto combattere per lui. Qui riceveva i soldi dei tributi e inventava nuove imposte. Qui era il suo mondo e non ne usciva mai, se non per andare, accompagnato dalle guardie, nel cortile grande come una cittadella.

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