La casa è crollata

Avrei senza dubbio dovuto fare lo psicologo. Non solo perché mi sarebbe piaciuto un mestiere di questo tipo, ma anche perché avrei dovuto saperlo che i bambini degli anni ’90, trenta-quarantenni di oggi, sarebbero stati tutti potenziali ottimi clienti. Nevrotici dalla vita incasinata. Lo so bene io, cresciuto in quegli anni.

Continua a leggere “La casa è crollata”

Miriordo (un amarcord di provincia) – Parte 2: Tra la via Aurelia e il West

La linea d’ombra: la nebbia che io vedo a me davanti… Per la prima volta nella vita mia mi trovo… A saper quello che lascio e a non saper immaginar quello che trovo” [1]

Dopo l’alba radiosa della mia infanzia felice si affacciarono le prime nuvole della preadolescenza.
Avevo ricevuto un’educazione classica e piuttosto rigida, una buona formazione religiosa e una robusta spinta intellettuale. Tutte cose molto positive, delle quali oggi ringrazio la mia famiglia, ma che dagli 11 anni in su, uniti alla mia indole riflessiva e sensibile, contribuirono a rendermi un ragazzino un po’ sfigato. Inoltre non avevo mai praticato sport, pertanto ero impacciato rispetto ai miei coetanei fighi che da anni facevano calcio.

Continua a leggere “Miriordo (un amarcord di provincia) – Parte 2: Tra la via Aurelia e il West”