Passaggio

Dalla finestra socchiusa entrava l’aria salata della baia. La mattina era ancora fresca, mossa appena da una brezza gentile, ma già il sole si stiracchiava e presto avrebbe mostrato la sua forza. In lontananza un veliero contro l’orizzonte. Chissà da dove veniva, chissà dove andava.

Theo osservava il mare, come il giorno prima, come sempre. Osservava e sognava, dalla finestra della sua grande camera. La voglia di partire cresceva attorno al suo cuore come un’edera.
Il mare era grande, era infinito e magnifico e terribile. Era tutto ciò che un ragazzo poteva volere: scoperta, avventura, lotta. Era la risposta alle domande che non riusciva a formulare, era l’unico modo di perdersi per potersi ritrovare. L’iniziazione. Il rito di passaggio che tutte le società in tutti i tempi usano per sancire il termine dell’infanzia e l’inizio dell’età adulta. Continua a leggere “Passaggio”

Miriordo (un amarcord di provincia) – Parte 2: Tra la via Aurelia e il West

La linea d’ombra: la nebbia che io vedo a me davanti… Per la prima volta nella vita mia mi trovo… A saper quello che lascio e a non saper immaginar quello che trovo” [1]

Dopo l’alba radiosa della mia infanzia felice si affacciarono le prime nuvole della preadolescenza.
Avevo ricevuto un’educazione classica e piuttosto rigida, una buona formazione religiosa e una robusta spinta intellettuale. Tutte cose molto positive, delle quali oggi ringrazio la mia famiglia, ma che dagli 11 anni in su, uniti alla mia indole riflessiva e sensibile, contribuirono a rendermi un ragazzino un po’ sfigato. Inoltre non avevo mai praticato sport, pertanto ero impacciato rispetto ai miei coetanei fighi che da anni facevano calcio.

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Ghosting

L’auto percorreva tristemente le strade vuote di una città che sembrava estranea. Marta guidava distrattamente, la mente intrappolata in una scatola di dolore dalla quale non sapeva come e quando sarebbe uscita.

Una lacrima lentamente rigava la sua faccia. La stessa che pochi giorni prima lui accarezzava con le sue mani grandi e forti.

Non poteva credere che tutto fosse finito così, all’improvviso. Nessuna spiegazione. Nessun addio. L’aveva lasciata sospesa. Gettata, semplicemente, come un vestito logoro, come un oggetto inutile. Continua a leggere “Ghosting”

Controllo

Il volante dava un’idea di leggerezza e resistenza che ben rappresentava la macchina, pensava Adam, stringendolo  saldamente mentre l’auto correva all’alba sull’autobahn deserta. Il motore rombava a gran voce, mostrando al mondo la sua potenza, come un leone che ruggisce nella savana.

Era tutta una questione di controllo: il pilota era l’auto e l’auto era il pilota. Nessuna interruzione tra i due corpi, uniti in quell’orgasmo di energia e velocità. Un’intesa perfetta.
Per Adam, ingegnere meccanico di un’azienda automobilistica, il controllo era tutto e tutto era sotto controllo. Ciò che a un occhio inesperto sembrava casuale, lui lo poteva facilmente ingabbiare in algoritmi. Poteva ad esempio prevedere il numero di pezzi difettosi usciti dalla catena di montaggio, così da individuarli ed eliminarli, poteva studiare le tolleranze necessarie ad annullare la variabilità di processo, poteva predire quando sarebbe stata necessaria una manutenzione. Benedetta statistica! Continua a leggere “Controllo”

Jazz

Incroci. Sguardi che si toccano. Gocce che mi sfiorano, pioggia, leggera. Ogni goccia che arriva è un rigolo di vita. Ogni goccia è diversa dalle altre. A prima vista sembrano uguali, ma se le osservi con attenzione scoprirai che ognuna è diversa. Kiss the rain. Non esiste una solitudine più grande di quella che senti in mezzo alla folla. Esplode, una bomba silenziosa. Ognuno alza il suo scudo. Ognuno ha il suo: scuro, duro, minaccioso. Sotto l’aspetto di pietra si nasconde l’animo gentile di fanciullo. Basterebbe cercarlo, capirlo. Bellezza. Ognuno è una pietra, scavata dall’acqua. Ogni pietra, il suo fiume la consuma.  Il mio fiume mi conduce, mi abbandona nel mare. Navigo lento. Navigo a vela. E intanto arriva la sera. Fresca. Ricca. E intanto il giorno passa, il futuro si avvicina. Aspetto le sue promesse. Aspetto cullato dal jazz. Senza oppormi. Come una foglia nel vento.

L’ultima fermata

Bzz! Bzz!” Il telefono vibrò, a interrompere il rumore ripetitivo del treno. L’uomo, che fino a quel momento aveva guardato dal finestrino, sembrò come ridestarsi dai suoi pensieri. Lo prese, inserì il codice di sblocco e guardò lo schermo. Era una chat da “mamma”. Inserì la chiave di decriptaggio e la stringa di numeri si trasformò in un messaggio di testo. “I fiori sono sbocciati! Ad Amburgo tutti li vogliono ammirare!”. Il testo scomparve.

Raggelò. Ansia. La sua copertura era saltata, e qualcuno lo aspettava ad Amburgo per ucciderlo. Cercò di mantenere la calma: dalla centrale gli avrebbero inviato istruzioni. Non era la prima volta che qualcosa andava storto e non era nuovo alle situazioni ad alto rischio. Adesso gli serviva solo una exit strategy e una buona copertura per la fuga. “Mi piacerebbe stare con degli amici ad Amburgo. Mi fermerò poco.” Si assicurò di poter agire in sicurezza.

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