Polizia Racconto stalking

Ti penso sempre

[DISCLAIMER: Attenzione! Questo non è un racconto d’amore, ma un thriller psicologico]

La notte aveva già ingoiato la città. Dalla finestra potevo vedere il suo orizzonte indefinito, fatto di grattacieli e luci nel buio, a perdita d’occhio.
Suoni di sirene in lontananza, come ululati di bestie in caccia.
Mi passai una mano tra i capelli, prima di tornare a sedermi alla scrivania. Presi nuovamente il diario per rileggerlo. Ancora una volta.

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La ragazza nella nebbia

La vecchia e rumorosa Fairmount rossa percorreva le strade di una Bangor che lentamente si stava svuotando. Era una di quelle fredde sere d’ottobre che precedono e annunciano il gelido inverno del Maine.

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Il demone

Mi ero ripromesso di iniziare a vedere quella serie tv di cui parlano tutti. Ormai sono mesi che ho le puntate salvate sul pc, ma non mi ci sono mai messo.

Sei sempre il solito, John, inizi le cose e poi non le finisci. Guardi sempre avanti, sì. Ma senza guardare dove metti i piedi e così finisci nel burrone. Stupido! È questo che ti mette ansia.

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Sa Pedra Magica

Saverio, come tutte le mattine, aveva attraversato una Milano nebbiosa, non ancora intrappolata dal traffico convulso, ed era arrivato in ufficio di buon’ora, ben prima dei suoi dipendenti.

L’azienda che il padre gli aveva lasciato era la sua vita. In fondo non aveva nient’altro da quando lei se ne era andata. Il suo mondo si era ristretto sempre più, fino a stargli aderente addosso, mentre intorno a sé creava un immenso deserto. Nessun amico, nessun interesse: solo tanta solitudine.

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NEWS! Nuovo premio e pubblicazione!

29/09/2018
Continua la proficua collaborazione con Historica Edizioni, casa editrice, da sempre in prima linea sugli autori esordienti.

Ricevo con grande piacere la comunicazione che il racconto Riviera è stato premiato e selezionato per la pubblicazione della prestigiosa antologia Racconti Toscani 2018.

A breve aggiornamenti sull’evento di presentazione dell’opera.

 

Gabriele Levantini

Racconto Sehnsucht

Sehnsucht

La strada scorreva lentamente nel vasto deserto di roccia che la jeep attraversava senza fretta. Una fresca aria di mare, umida e carica di profumi, permeava l’abitacolo. L’immensità delle montagne opprimeva il paesaggio alla mia sinistra, dominandolo con la sua immensa massa scura solcata da infinite vene d’acqua bianca. Di contro, alla mia destra si apriva l’infinita distesa dell’oceano che con la sua terribile grandiosità, mi donava una sensazione di solitudine perfetta. Continua a leggere “Sehnsucht”

L’attesa

Era una calda sera di luglio e il vento gentile, profumato di mare, accarezzava il viso di Gennaro, nascosto tra le grandi piante sotto la veranda della villa. Il silenzio della campagna era disturbato solo dall’eco del traffico in lontananza, sulla litoranea, e dal canto ossessivo di una tortora.

Gennaro sudava, immobile, con i muscoli tesi e il cuore impazzito. La sua calma apparente era tradita solo dai suoi grandi occhi scuri di bambino, sgranati nel buio. Guardò l’orologio abbassando leggermente lo sguardo e inclinando il polso, mentre cercava di restare fermo: le 21.30.

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Lo Spiraglio

La luce bianca si avvicinava vorticosamente mentre Vittorio volava nel tunnel, come in un sogno. Una sensazione di leggero stupore e ottimismo pervadeva il suo essere, aumentando via via che la luce si faceva più calda e accecante.

Voci confuse si affollarono intorno a lui, sempre più forti e definite, mentre la luce iniziava a calare. Il tunnel perdeva la sua forma, sfocandosi e mutando dapprima in un bianco meno puro e poi in un grigio pallido, il volo si faceva più lento.

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Racconto storico Il passaggio

Passaggio

Dalla finestra socchiusa entrava l’aria salata della baia. La mattina era ancora fresca, mossa appena da una brezza gentile, ma già il sole si stiracchiava e avrebbe presto mostrato la sua forza. In lontananza un veliero contro l’orizzonte. Chissà da dove veniva, chissà dove andava.

Theo osservava il mare, come il giorno prima, come sempre. Osservava e sognava, dalla finestra della sua grande camera. La voglia di partire cresceva attorno al suo cuore come un’edera.
Il mare era grande, era infinito e magnifico e terribile. Era tutto ciò che un ragazzo poteva volere: scoperta, avventura, lotta. Era la risposta alle domande che non riusciva a formulare, era l’unico modo di perdersi per potersi ritrovare. L’iniziazione. Il rito di passaggio che tutte le società in tutti i tempi usano per sancire il termine dell’infanzia e l’inizio dell’età adulta.

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Racconto autobiografico Miriordo Amarcord di Provincia Dalla via Aurelia al West

Miriordo (un amarcord di provincia) – Parte 2: Tra la via Aurelia e il West

La linea d’ombra: la nebbia che io vedo a me davanti… Per la prima volta nella vita mia mi trovo… A saper quello che lascio e a non saper immaginar quello che trovo” [1]

Dopo l’alba radiosa della mia infanzia felice si affacciarono le prime nuvole della preadolescenza.
Avevo ricevuto un’educazione classica e piuttosto rigida, una buona formazione religiosa e una robusta spinta intellettuale. Tutte cose molto positive, delle quali oggi ringrazio la mia famiglia, ma che dagli 11 anni in su, uniti alla mia indole riflessiva e sensibile, contribuirono a rendermi un ragazzino un po’ sfigato. Inoltre non avevo mai praticato sport, pertanto ero impacciato rispetto ai miei coetanei fighi che da anni facevano calcio.

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