La valigia

Ho una bella valigia, è piena di ricordi. Li ho messi lì e me li porto dietro. Certe volte li riguardo, come si guarda la terra che si allontana dalla riva, mentre si prende il mare. Alcuni sono proprio belli! Mi stupisco nel vedere come gli avvenimenti si susseguano, di come le cose ritornino. Di come spesso quelle che più inseguiamo alla fine ci sfuggano e vengano sostituite da altre. Che poi magari scopriamo essere migliori. E’ sorprendente.

Nella vita si incontrano persone: con alcune si condivide un tratto di strada e con qualcuno si cammina mano nella mano. E strada facendo si scattano foto che si infilano nella valigia, per riguardarle poi, come si guarda una nuvola che si allontana nel cielo.

Alcune volte invece si posa la valigia e si aspetta. Come un ciliegio, sotto la neve, l’estate.

[Viareggio, 14 febbraio 2012]

Ricordo

Mi incontrerai
al confine dei tuoi pensieri
Quando gli occhi si annuvolano
e i ricordi piovono silenziosi

O nella polvere
leggera nel vento
sulla tua pelle distante

Forse mi hai visto
nello splendore antico di rovine
nel decadere ci ciò che è stato
e che il tempo culla

Di quelle sere

Di quelle sere, col mare grosso
coi pensieri schiacciati
con i cuori legati
che ti ripeti “non posso”.

Di vita che diventa contraria
il ricordo muta in assillo
anche il passo trema e vacillo
per i tuoni che avvelenano l’aria.

Di gocce che rigano il viso
da altri lidi lontani, affilate
come lacrime da altri affidate
al vento salato, poi grido.

 

DI CHTULUSIM
Racconto Gente di Mare

Gente di mare

Camminavo lentamente nella sala, soffermandomi a guardare con attenzione le foto in bianco e nero appese sui pannelli espositivi. Nella mia mente navigavano ricordi dei racconti marinari di mio nonno. Continua a leggere “Gente di mare”

Controllo

Il volante dava un’idea di leggerezza e resistenza che ben rappresentava la macchina, pensava Adam, stringendolo saldamente mentre l’auto correva all’alba sull’autobahn deserta. Il motore rombava a gran voce, mostrando al mondo la sua potenza, come un leone che ruggisce nella savana.

Era tutta una questione di controllo: il pilota era l’auto e l’auto era il pilota. Nessuna interruzione tra i due corpi, uniti in quell’orgasmo di energia e velocità. Un’intesa perfetta.
Per Adam, ingegnere meccanico di un’azienda automobilistica, il controllo era tutto e tutto era sotto controllo. Ciò che a un occhio inesperto sembrava casuale, lui lo poteva facilmente ingabbiare in algoritmi. Poteva ad esempio prevedere il numero di pezzi difettosi usciti dalla catena di montaggio, così da individuarli ed eliminarli, poteva studiare le tolleranze necessarie ad annullare la variabilità di processo, poteva predire quando sarebbe stata necessaria una manutenzione. Benedetta statistica!

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