L’attesa

Era una calda sera di luglio e il vento gentile, profumato di mare, accarezzava il viso di Gennaro, nascosto tra le grandi piante sotto la veranda della villa. Il silenzio della campagna era disturbato solo dall’eco del traffico in lontananza, sulla litoranea, e dal canto ossessivo di una tortora.

Gennaro sudava, immobile, con i muscoli tesi e il cuore impazzito. La sua calma apparente era tradita solo dai suoi grandi occhi scuri di bambino, sgranati nel buio. Guardò l’orologio abbassando leggermente lo sguardo e inclinando il polso, mentre cercava di restare fermo: le 21.30.

Continua a leggere “L’attesa”

Ghosting

L’auto percorreva tristemente le strade vuote di una città che sembrava estranea. Marta guidava distrattamente, la mente intrappolata in una scatola di dolore dalla quale non sapeva come e quando sarebbe uscita.

Una lacrima lentamente rigava la sua faccia. La stessa che pochi giorni prima lui accarezzava con le sue mani grandi e forti.

Non poteva credere che tutto fosse finito così, all’improvviso. Nessuna spiegazione. Nessun addio. L’aveva lasciata sospesa. Gettata, semplicemente, come un vestito logoro, come un oggetto inutile. Continua a leggere “Ghosting”

Controllo

Il volante dava un’idea di leggerezza e resistenza che ben rappresentava la macchina, pensava Adam, stringendolo saldamente mentre l’auto correva all’alba sull’autobahn deserta. Il motore rombava a gran voce, mostrando al mondo la sua potenza, come un leone che ruggisce nella savana.

Era tutta una questione di controllo: il pilota era l’auto e l’auto era il pilota. Nessuna interruzione tra i due corpi, uniti in quell’orgasmo di energia e velocità. Un’intesa perfetta.
Per Adam, ingegnere meccanico di un’azienda automobilistica, il controllo era tutto e tutto era sotto controllo. Ciò che a un occhio inesperto sembrava casuale, lui lo poteva facilmente ingabbiare in algoritmi. Poteva ad esempio prevedere il numero di pezzi difettosi usciti dalla catena di montaggio, così da individuarli ed eliminarli, poteva studiare le tolleranze necessarie ad annullare la variabilità di processo, poteva predire quando sarebbe stata necessaria una manutenzione. Benedetta statistica!

Continua a leggere “Controllo”

L’ultima fermata

Bzz! Bzz!” Il telefono vibrò, a interrompere il rumore ripetitivo del treno. L’uomo, che fino a quel momento aveva guardato dal finestrino, sembrò come ridestarsi dai suoi pensieri. Lo prese, inserì il codice di sblocco e guardò lo schermo. Era una chat da “mamma”. Inserì la chiave di decriptaggio e la stringa di numeri si trasformò in un messaggio di testo. “I fiori sono sbocciati! Ad Amburgo tutti li vogliono ammirare!”. Il testo scomparve.

Raggelò. Ansia. La sua copertura era saltata, e qualcuno lo aspettava ad Amburgo per ucciderlo. Cercò di mantenere la calma: dalla centrale gli avrebbero inviato istruzioni. Non era la prima volta che qualcosa andava storto e non era nuovo alle situazioni ad alto rischio. Adesso gli serviva solo una exit strategy e una buona copertura per la fuga. “Mi piacerebbe stare con degli amici ad Amburgo. Mi fermerò poco.” Si assicurò di poter agire in sicurezza.

Continua a leggere “L’ultima fermata”