Lo Spiraglio

La luce bianca si avvicinava vorticosamente mentre Vittorio volava nel tunnel, come in un sogno. Una sensazione di leggero stupore e ottimismo pervadeva il suo essere, aumentando via via che la luce si faceva più calda e accecante.

Voci confuse si affollarono intorno a lui, sempre più forti e definite, mentre la luce iniziava a calare. Il tunnel perdeva la sua forma, sfocandosi e mutando dapprima in un bianco meno puro e poi in un grigio pallido, il volo si faceva più lento.

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La gavetta

Cosimo guardava l’orologio spazientito: erano le 10.30 e del professore non c’era ancora nessuna traccia. Non era certamente la prima volta che se la prendeva comoda, ma quel giorno Cosimo era impaziente di avere conferma del suo rinnovo di contratto.

Così, più presto delle altre mattine, si era sobbarcato la quotidiana ora e un quarto di tragitto, a bordo della sua vecchia Fiat Punto ormai malconcia. Un investimento di tempo e di soldi che mal si accordava con la magra borsa di studio che l’ateneo gli rinnovava annualmente.

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Ode alle crisi

Basta un soffio di vento per spazzare via le nubi e torna a splendere il sole

Invecchiando, la pelle diventa più dura, più ruvida. Il tempo la segna. E la stessa cosa la fa col cuore.

Tutte le esperienze della vita, positive o negative, lasciano qualcosa. Un piccolo segno. Ogni momento vissuto, ogni persona incontrata, ogni risata, ogni pianto. Tutto. E se si vuole, si può anche imparare qualcosa guardando quelle macchie del cuore. Soprattutto da quelle brutte, che hanno fatto più male, perché sono quelle che ci hanno spinto di più a pensare. Continua a leggere “Ode alle crisi”