Settembre viareggino

Le foglie gialle formano un tappeto che rende meno cupa la terra nera della pineta, odorosa di muschio e resina con un vago sentore di funghi.
L’aria piacevolmente fresca rende agevole il passeggiare lento.
E’ la sensazione cercata invano negli afosi pomeriggi dell’estate appena trascorsa, quando quelle stesse fronde non riuscivano a mantenere l’implicita promessa di una agognata frescura.
Ora seduto gusto questo momento di benessere, ma il timido sole che si fa largo tra la vegetazione riporta la mente alla perduta libertà estiva riempiendo il cuore di amara nostalgia.
Lo scorrere inevitabile del tempo fa sperimentare la precarietà della vita e apre a nuovi orizzonti di senso.

di Giovanni Levantini