Inshallah

Era una calda giornata di primavera, di quelle che fanno ribollire le strade a mezzogiorno e riempono il vento di profumo di fiori. La campanella suonò e le maestre ci fecero mettere in fila, ordinatamente, a due a due: prima le femmine e poi i maschi.

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Sa Pedra Magica

Saverio, come tutte le mattine, aveva attraversato una Milano nebbiosa, non ancora intrappolata dal traffico convulso, ed era arrivato in ufficio di buon’ora, ben prima dei suoi dipendenti.

L’azienda che il padre gli aveva lasciato era la sua vita. In fondo non aveva nient’altro da quando lei se ne era andata. Il suo mondo si era ristretto sempre più, fino a stargli aderente addosso, mentre intorno a sé creava un immenso deserto. Nessun amico, nessun interesse: solo tanta solitudine.

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