Il mondo alla rovescia

La città in festa si veste di mille colori e dalle sue radici antiche fioriscono nuove gemme.

S’appende a capo chino il mondo vecchio, una volta ancora. E forse per una volta lo guardiamo nel verso giusto. Un popolo in maschera, che anarchico acclama un re che non è che un ubriacone di carta. Un corteo di draghi, mostri, deformi, pagliacci, tristi Pierrot e radiosi paradossi. La tradizione antica della libertà che si mostra. E quanta verità negli sguardi coperti di trucco, negli uomini coi tacchi a spillo, nei vecchi che danzano come fanciulli, nei bambini festanti.

Uno spazio e un tempo che esistono solo in quella stanza segreta dove si trovano le emozioni, e non c’è posto per la materia, ma solo per i sogni. Un mondo nudo senza vergogna, che ha gettato a mare ogni sovrastruttura.

Wilderness

Cammino sul bordo del fiume, salendo sulle rocce, scansando gli arbusti. Scaccio gli insetti che si alzano in volo e faccio attenzione che non ci siano serpenti sulla mia strada.

Mi muovo lentamente dove l’acqua incontra la terra, cercando di indovinare il percorso più facile, evitando le pozze che si insinuano tra le pietre. Lingue di sabbia si alternano a piccole scogliere. Se sono asciutti ci cammino sopra, godendo della loro morbidezza, se sono bagnate invece le evito, per non sprofondare. Quando non mi è possibile, ne tasto al consistenza col piede prima di avanzare. Talvolta la strada si fa troppo accidentata o la vegetazione eccessivamente fitta per procedere e allora torno indietro alla ricerca di un altro passaggio.

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Vita!

Corro tra gli alberi come il vento
Libero come le nuvole che non hanno patria
Spezzando le catene dei miei pensieri
Nessun domani come padrone
Nessun ieri come laccio

L’orizzonte si apre infinito sul mare
L’insegue il cuore dietro la prua
Il mio destino si chiama desiderio

Senza fiato mi tuffo nel sole
Mi rinfresca questa libertà
Non voglio fermarmi più
Non voglio dormire mai

Voglio solo vita!