Incubus

Mi trovo avvolto dal buio, il nero è l’unico colore del paesaggio nel quale sono immerso. Eppure, riesco a distinguere gli orribili contorni delle cose. Galleggio su una specie di torrente che scende ripido e vorticoso attraverso un canyon stretto di rocce affilate, impossibile da risalire.

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La bestia

Arrivai in ufficio trafelato, quasi di corsa: quell’incontro mi aveva riempito di angoscia.

La sera precedente avevo ricevuto in redazione una telefonata anonima che mi aveva in qualche modo colpito. Di solito la segretaria, Betty, non mi passava neppure questo tipo di chiamate perché si trattava generalmente di false informazioni, mitomani, o semplici scherzi. Oppure di qualche vecchia massaia che vorrebbe vedere in prima pagina un articolo sui pericolosi ragazzacci che giocano a pallone vicino al suo prato. 

Quella volta no: l’informatore misterioso sapeva molte cose sul mio conto, così lei, preoccupata, aveva deciso di passarmelo. Mi disse solamente che dovevamo vederci di persona in un caffè del centro, la mattina seguente.

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