Discoteca

La musica permeava tutto, con una forza tale da far quasi male. Le potenti vibrazioni dei bassi attraversavano quel mare ondeggiante di corpi. Le luci strobo davano l’impressione che tutto accadesse al rallentatore, mentre tutto correva velocissimo. Luce e buio in rapidissima successione.

La discoteca era l’universo, non esisteva nient’altro. Il buio del locale era la notte che copriva i suoi abitanti, le luci appese al soffitto erano le stelle.
Un mondo a sé, primitivo, selvaggio. Un mondo che seguiva leggi basilari, senza alcuna sovrastruttura. Il gioco della seduzione, l’istinto dell’accoppiamento. Esemplari intenti a mettere in mostra i propri fenotipi. Ormoni.

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Fuga

L’odore pungente dell’hashish si espandeva piano piano nella stanza. Ne scaldavo un pezzetto con l’accendino e poi lo sminuzzavo schiacciandolo e rotolandolo tra le dita. Mescolai con il tabacco quelle briciole scure e misi tutto nella cartina. Un filtro ricavato dal biglietto del treno, rollai, accesi. Buttavo fuori lentamente il fumo denso e abbondante. Volteggiava nel sole mattutino che filtrava dalle veneziane socchiuse. Avevo la sensazione di essere nell’ovatta. Tutto mi sembrava più morbido, più gentile, più rilassato. Era un grande aiuto per superare il freddo vuoto della giornata. Passai la canna a Roberta, che nel frattempo si era rivestita. Com’era bella, eppure non riuscivo a legarmi a lei. Continua a leggere “Fuga”