A perdifiato

E’ difficile concentrarmi 
impossibile sognare 
al mattino non so trovare 
un motivo per alzarmi 
Com’era essere amato? 
Ormai l’ho dimenticato

Rit.:
Ma tu sei la canzone 
che canto a perdifiato 
In mezzo a mille persone
il più bel luogo dove sono stato
Il vento che porta via tutto
E sferza il mio deserto 
Perché ero debole e distrutto
Ma ora sono mare aperto

La notte non riesco dormire 
sarà questa insicurezza 
che mi impedisce di uscire 
la mia inadeguatezza
Fanno male le luci spente 
Fa male questo senso di niente 

Rit.

Quante volte volevo morire 
Per dimenticarmi di lei 
Quanti giorni per guarire 
Quante cose che vorrei 
Prima tutto mi sembrava finito 
e invece adesso canto a perdifiato

Rit. (x2)

Il peso

Hanna camminava tra la folla del centro e si sentiva tremendamente sola. Le luci delle vetrine nell’aria frizzantina dell’autunno appena arrivato creavano un’atmosfera festante, a cui lei assisteva lontana. Come a qualcosa non vero. Non riusciva a provare niente: guardava senza vedere, sentiva senza ascoltare. Si sentiva come bloccata sotto una campana di vetro. Era sola. Tremendamente sola insieme al suo peso. Continua a leggere “Il peso”

Ghosting

L’auto percorreva tristemente le strade vuote di una città che sembrava estranea. Marta guidava distrattamente, la mente intrappolata in una scatola di dolore dalla quale non sapeva come e quando sarebbe uscita.

Una lacrima lentamente rigava la sua faccia. La stessa che pochi giorni prima lui accarezzava con le sue mani grandi e forti.

Non poteva credere che tutto fosse finito così, all’improvviso. Nessuna spiegazione. Nessun addio. L’aveva lasciata sospesa. Gettata, semplicemente, come un vestito logoro, come un oggetto inutile. Continua a leggere “Ghosting”