Il chiodo fisso

Lou si rese conto di essersi assopito mentre Estelle dormiva al suo fianco, con la testa posata sul suo petto. Era bella da lasciare senza fiato. Le forme del suo corpo nudo si intuivano sotto il lenzuolo che in parte la nascondeva nella penombra della stanza quieta. I capelli spettinati le davano un’aria di fragilità, che mai si sarebbe indovinata solo un paio d’ore prima.

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Fuga

L’odore pungente dell’hashish si espandeva piano piano nella stanza. Ne scaldavo un pezzetto con l’accendino e poi lo sminuzzavo schiacciandolo e rotolandolo tra le dita. Mescolai con il tabacco quelle briciole scure e misi tutto nella cartina. Un filtro ricavato dal biglietto del treno, rollai, accesi. Buttavo fuori lentamente il fumo denso e abbondante. Volteggiava nel sole mattutino che filtrava dalle veneziane socchiuse. Avevo la sensazione di essere nell’ovatta. Tutto mi sembrava più morbido, più gentile, più rilassato. Era un grande aiuto per superare il freddo vuoto della giornata. Passai la canna a Roberta, che nel frattempo si era rivestita. Com’era bella, eppure non riuscivo a legarmi a lei. Continua a leggere “Fuga”