Il bosco

Si svegliò di soprassalto per il rumore di un tuono. Il cuore gli batteva forte, gli occhi frugavano il buio. Un rumore di pioggia battente risuonava nella notte. Piano piano la casa assunse le sue forme consuete, il ritmo cardiaco i suoi giusti tempi.

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Wilderness

Cammino sul bordo del fiume, salendo sulle rocce, scansando gli arbusti. Scaccio gli insetti che si alzano in volo e faccio attenzione che non ci siano serpenti sulla mia strada.

Mi muovo lentamente dove l’acqua incontra la terra, cercando di indovinare il percorso più facile, evitando le pozze che si insinuano tra le pietre. Lingue di sabbia si alternano a piccole scogliere. Se sono asciutti ci cammino sopra, godendo della loro morbidezza, se sono bagnate invece le evito, per non sprofondare. Quando non mi è possibile, ne tasto al consistenza col piede prima di avanzare. Talvolta la strada si fa troppo accidentata o la vegetazione eccessivamente fitta per procedere e allora torno indietro alla ricerca di un altro passaggio.

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La mia pineta

La pineta fatata
mi si stendeva davanti
con i suoi alberi antichi,
i suoi riflessi acquosi
pieni di rane e di falaschi,
con la sua ombra fresca e immensa.

Vi entravo con rispetto assoluto
per ritrovare la mia anima
in quel bosco senza tempo.

Lì perdevo ogni senso,
nel vortice infinito di verde.

Mi facevo bosco io stesso
e tutto era in pace. 

 
POESIA VINCITRICE DEL TERZO PREMIO AL CONCORSO SCRITTURE DA STRADA – III ED. 2018