Marino

Lo sbruffo del mare
che dà forma a volti e scogliere
battuti dal vento
sempre ti fu compagno.

Una faro, quella luce
di poppa, verso il silenzio
gelido delle notti di mare.

Le tempeste tremende di morte
tra le lotte della vita
non furono che zuffe di bimbi.

Anco se la testa ‘un è più al vento,
le mane ‘un en più al timone,
la tu anima bamboretta
naviga ora nell’oceano
della pace di Dio.

[A mio nonno, Marino Levantini, medaglia d’oro di lunga navigazione]

Vita!

Corro tra gli alberi come il vento
Libero come le nuvole che non hanno patria
Spezzando le catene dei miei pensieri
Nessun domani come padrone
Nessun ieri come laccio

L’orizzonte si apre infinito sul mare
L’insegue il cuore dietro la prua
Il mio destino si chiama desiderio

Senza fiato mi tuffo nel sole
Mi rinfresca questa libertà
Non voglio fermarmi più
Non voglio dormire mai

Voglio solo vita!

Ricordo

Mi incontrerai
al confine dei tuoi pensieri
Quando gli occhi si annuvolano
e i ricordi piovono silenziosi

O nella polvere
leggera nel vento
sulla tua pelle distante

Forse mi hai visto
nello splendore antico di rovine
nel decadere ci ciò che è stato
e che il tempo culla