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Spleen

Era una giornata scura come la morte, e il cielo basso e greve pesava sull’anima come un coperchio.

Camminavo per la strada, distrattamente, calcando la terra fredda e umida. Foglie marroni s’accumulavano lungo i marciapiedi, e il loro marcire era monito di quanto in fretta fugga l’estate.

Avanzavo veloce come la sera d’inverno, con lo sguardo inficcato nel suolo.  Il tedio era il mio carcere, la tristezza la mia compagna. Come sfuggire a un tale destino? Impossibile, giacché l’essenza stessa della natura è la caducità, la decadenza. La morte ci accompagna da quando nasciamo, facendosi via via più vicina, più visibile. Splendido e terribile è il ciclo della vita.

Sospinsi il vecchio cancello nero, che cigolò riecheggiando nella campagna, come un corvo. Entrai nel vecchio camposanto. L’aria umida e pesante non era perturbata che dallo stridere della ghiaia sotto i miei passi. Immaginai centinaia d’occhi che mi fissavano dall’altra sponda dell’Ade. Fantasmi nella mia mente.

Semplici croci s’alternavano a statue lussuose, ugualmente corrose dal tempo. Un angelo in marmo guardava tristemente una tomba austera, di gusto liberty. Porgeva un fiore di bronzo in un atto d’estrema pietà, immortalato nello scorrere dei secoli, ma la pietra incrostata ricordava piuttosto che niente è eterno in questo mondo.

Mi sedetti, un senso d’angoscia mi stringeva la milza. Attesi la pioggia per non piangere da solo. Inutile, impotente, in un mondo privo di gioia.

Eppure sentivo qualcosa di potente e meraviglioso. Come una quieta tempesta, in cui il tempo mostrava tutta la propria forza.

Solo l’amore conta

Vecchi documenti ingialliti, frammenti sopravvissuti agli assalti del tempo. Tutta una vita. Li osservo, sparsi davanti a me, come se cercassi qualcosa. Li separo, dando loro un ordine, un senso. Da un mucchietto prendo un foglio: è una lettera che mio nonno scisse a mia nonna quando erano fidanzati. Scrittura curata, lettere che si susseguono eleganti, leggermente inclinate, tracciate con segni precisi.

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NEWS! I video della Presentazione del libro

Disponibili sul canale Youtube del GSS i video integrali della presentazione del libro a Villa Argentina a Viareggio (LU) dello scorso 13 febbraio 2019!

Montaggio di Gilberto Paoli.

Le foto dell’evento sono invece disponibili qui.

Parte I
Parte II
Parte III
Parte IV
Parte V

La valigia

Ho una bella valigia, è piena di ricordi. Li ho messi lì e me li porto dietro. Certe volte li riguardo, come si guarda la terra che si allontana dalla riva, mentre si prende il mare. Alcuni sono proprio belli! Mi stupisco nel vedere come gli avvenimenti si susseguano, di come le cose ritornino. Di come spesso quelle che più inseguiamo alla fine ci sfuggano e vengano sostituite da altre. Che poi magari scopriamo essere migliori. E’ sorprendente.

Nella vita si incontrano persone: con alcune si condivide un tratto di strada e con qualcuno si cammina mano nella mano. E strada facendo si scattano foto che si infilano nella valigia, per riguardarle poi, come si guarda una nuvola che si allontana nel cielo.

Alcune volte invece si posa la valigia e si aspetta. Come un ciliegio, sotto la neve, l’estate.

[Viareggio, 14 febbraio 2012]

Il mare d’inverno

l mare d’inverno è una donna timida e riservata. Non è facile conoscerla, e certamente si concede a pochi. Ma se imparerai ad ascoltarla e rispettarla, a sopportare il suo umore mutevole come le maree e le sue onde improvvise, a capire la sua misteriosa e inscrutabile profondità, allora ella ti aprirà il suo cuore e ti mostrerà la sua anima.
Per noi, figli del mare, questo è facile. Perchè sentiamo scorrere il suo sale nel nostro sangue, perchè il nostro cuore batte al ritmo della risacca.
Perchè nella sua immensa, inaccessibile anima vediamo facilmente la nostra.

[Viareggio, 6 gennaio 2018]

Una settimana prima dei 30

Sono nato al Tabarracci, un ospedale che non esiste più. Sui mappamondi c’erano l’URSS e la Jugoslavia. Ho assistito al passaggio tra Prima e Seconda Repubblica, la fuga di Craxi, la discesa in campo di Berlusconi, la Lega, Mani Pulite, la Stagione delle Stragi e l’arresto di Riina. Ho seguito in diretta le guerre in Kosovo e in Cecenia, le due Guerre del Golfo, e il massacro in Ruanda. Ho visto la CEE trasformarsi in UE e la Lira diventare Euro. Ho ascoltato Giovanni Paolo II, Madre Teresa di Calcutta, la principessa Diana e Fabrizio De André. Mi sono stupito del susseguirsi di PC, portatili, agende elettroniche, palmari, cellulari, tablet, schermi piatti e fotocamere digitali. Ero presente all’arrivo di compagnie aeree low cost, dei navigatori, dei treni ad alta velocità e delle auto a metano. Ho usato i telefoni con la rotella, i mangiadischi e poi i mangianastri, i walkman, i lettori cd portatili, le tv a tubo catodico, irullini fotografici e internet a 56 KB . Ho guidato la Fiat Uno: prima la CS e poi la Fire, la vecchia Tipo e il Malaguti Phantom. Ho bevuto la cioccolata Sprint, ho mangiato le Girelle e i Polaretti. Ho indossato: pantaloni corti e cappello “alla pescatora”, pantaloni a coste larghe col cavallo basso e la felpa legata in vita; portafogli con la catena e camicia fuori dai pantaloni. Ho giocato con le biglie di vetro e con quelle da spiaggia, con i ciclisti dentro. Ho collezionato i Ciuccini, i Combattini, le Magic, i Pog. Ho avuto una stuoia da mare in paglia e un parasole da auto in cartone pieghevole, una stufa a carbone e una a kerosene. Ho fumato dentro i pub, ho imparato a mangiare kebab e sushi. Ho riso con Bud Spencer e Fantozzi, ho seguito Dawson’s Creek, Mazinga, i Cavalieri dello Zodiaco, Ken Il Guerriero e Ranma 1/2. Ho ascoltato gli 883, Lene Marlin, i Blink 182, i Red Hot Chili Peppers e i Placebo.

Ho visto cambiare tutto, ho attraversato un mondo che in parte non esiste più. Durante il viaggio ho perso delle persone care, ho incontrato tanta gente, ho conosciuto l’amore e il dolore, ho pianto forte e ho riso rumorosamente, ho cambiato tante volte idea. Adesso che un ciclo si chiude, ho la tristezza e la speranza di chi lascia il suo paese.
Come costruirò la strada che mi è dato ancora di percorrere?

[Viareggio, 2 aprile 2015]

Inshallah

Era una calda giornata di primavera, di quelle che fanno ribollire le strade a mezzogiorno e riempono il vento di profumo di fiori. La campanella suonò e le maestre ci fecero mettere in fila, ordinatamente, a due a due: prima le femmine e poi i maschi.

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NEWS! Le foto della presentazione del libro

VIAREGGIO, 13 febbraio 2019

Successo di pubblico oltre le aspettative per la presentazione del libro Il Giardino sulla spiaggia. Racconti da un lontano viaggio interiore che si è svolta mercoledì 13 febbraio alle ore 17 presso la splendida cornice di Villa Argentina a Viareggio.

Il relatore dell’incontro è stato il Prof. Giuseppe Paoli.