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La casa è crollata

Avrei senza dubbio dovuto fare lo psicologo. Non solo perché mi sarebbe piaciuto un mestiere di questo tipo, ma anche perché avrei dovuto saperlo che i bambini degli anni ’90, trenta-quarantenni di oggi, sarebbero stati tutti potenziali ottimi clienti. Nevrotici dalla vita incasinata. Lo so bene io, cresciuto in quegli anni.

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Il chiodo fisso

Lou si rese conto di essersi assopito mentre Estelle dormiva al suo fianco, con la testa posata sul suo petto. Era bella da lasciare senza fiato. Le forme del suo corpo nudo si intuivano sotto il lenzuolo che in parte la nascondeva nella penombra della stanza quieta. I capelli spettinati le davano un’aria di fragilità, che mai si sarebbe indovinata solo un paio d’ore prima.

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Progresso

Lontano, sopra rosse praterie di tetti, svetta il campanile della chiesa. Qui mia madre m’insegnava a pregare una mamma più grande, e la chiesa ci stringeva come in un abbraccio.

Lo sguardo scorre sulle mie radici. La mia terra è tutta ferita, piagata da un cemento che la opprime. Lo vidi avanzare, divorando la terra come un cancro.

La strada è silenziosa sotto il sole caldo. Sembra piena di vita. Adesso non ci sono bare di metallo a reclamarla, né fumo, né urla, né la terra che trema. Sembra fatta per le persone e non per il profitto.

Il cielo è azzurro come l’orizzonte del mare, brillante come la sabbia. Un aereo lo macchia; lascia la bava come una lumaca. Mi domando se sia partito per esplorare o solo per consumare.

C’è odore di fiori, ma il verde non c’è. C’è brezza di mare, dietro i palazzi vuoti.

Non riesco ad essere triste in questo luogo: ogni centimetro parla al mio cuore. Eppure non posso gioire, davanti alle ingiurie del tempo.

Davanti alle piaghe di questa terra, che qualcuno vuol chiamare progresso.

Generazione Expat

Francesco non poteva credere a ciò che era appena accaduto. Salì tristemente sull’intercity, rassegnato all’idea di aver sprecato un intero giorno della sua vita. L’aspettavano cinque ore di treno, più mezz’ora di bicicletta dalla stazione a casa, intorno a mezzanotte, salvo probabili ritardi. Da prima dell’alba a notte fonda, questo era stato il suo investimento infruttuoso: dodici ore di viaggio tra andata e ritorno, più quattro passate a correre su e giù per Roma, col pensiero costante di fare tardi.

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The Big Rip

Secondo una teoria cosmologica, l’espansione dell’universo proseguirà fino alla sua totale disgregazione. I corpi celesti e la stessa materia che li costituiscono continueranno ad allontanarsi fino alla rottura dei legami molecolari, poi degli stessi atomi e infine anche delle particelle subatomiche. Tutto si dissolverà nel nulla tornando alla situazione precedente al Big Bang. Questo ipotetico evento apocalittico viene chiamato Big Rip, il Grande Strappo.

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Il bisogno di partire

Seguo con lo sguardo il volo di un gabbiano. Nel suo ampio volteggiare nel sole mattutino, il suo piumaggio assume sfumature dorate, a seconda dell’inclinazione del suo corpo. Mi dà un gran senso di tranquillità, mi sembra di essere accarezzato da quello stesso vento che lo trasporta con delicatezza.

Sono chiuso nel mio ufficio, ma vorrei essere fuori, libero nel vento. Un istinto mi scuote con potenza: il bisogno di partire. Ho bisogno delle grandi distanze, ho necessità di riempire i miei occhi con spazi sconosciuti. Voglio sentirmi lontano, sotto un nuovo cielo, sopra una terra che non sa chi sono.

Non so che cosa mi spinga così fortemente a cercare qualcosa di nuovo per sua natura. Chissà se questo è ciò che provarono Marco Polo, Colombo, Magellano. Chissà se esso è in realtà un istinto universale, che alcuni hanno avuto il coraggio di perseguire con costanza.

Non sento vuoti da colmare, non ho disagi dai quali fuggire. È piuttosto una fame di conoscenza, una sete d’avventura. Si tratta d’un bisogno primario, il mio richiamo della foresta. L’essere umano, come l’acqua, si mantiene vivo in movimento. Non siamo nati con le radici, ma col sogno del volo in fondo ai nostri occhi.

[Lucca, 24/04/2020]

NEWS! Nuovo libro

Finalmente disponibile in libreria e negli store online Quête: Appunti fotografici sull’anima, nato dalla collaborazione con la fotografa Francesca Fornaciari.

Il libro, edito da Youcanprint, è disponibile nei circuiti Feltrinelli, Mondadori, Librerie Coop, Hoepli, Rizzoli, Ibs, Amazon, Libreriauniversitaria e Libraccio al costo di copertina di 20 €, codice ISBN 9788831658492. A brevissimo sarà disponibile anche la versione ebook.

Wilderness

Cammino sul bordo del fiume, salendo sulle rocce, scansando gli arbusti. Scaccio gli insetti che si alzano in volo e faccio attenzione che non ci siano serpenti sulla mia strada.

Mi muovo lentamente dove l’acqua incontra la terra, cercando di indovinare il percorso più facile, evitando le pozze che si insinuano tra le pietre. Lingue di sabbia si alternano a piccole scogliere. Se sono asciutti ci cammino sopra, godendo della loro morbidezza, se sono bagnate invece le evito, per non sprofondare. Quando non mi è possibile, ne tasto al consistenza col piede prima di avanzare. Talvolta la strada si fa troppo accidentata o la vegetazione eccessivamente fitta per procedere e allora torno indietro alla ricerca di un altro passaggio.

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NEWS! Successo per la presentazione a Pistoia

PISTOIA 22/02/2020

Buon successo di pubblico per la presentazione del libro Il Giardino sulla Spiaggia: Racconti da un lontano viaggio interiore presso la Biblioteca dell’Amicizia del Bar Nazionale di Pistoia.

Si tratta di una location prestigiosa ed iconica perché questo locale fu il primo in Italia a sostituire lo slot machine con una biblioteca (chiamata appunto Biblioteca dell’Amicizia), nell’ormai lontano 2015.

L’incontro è stato aperto dalla titolare Alessandra Vannetti e moderato dalla professoressa Maria Chiara Pagiai. È inoltre intervenuta la poetessa Eugenia Lalla Calderoni, con la lettura della sua poesia Il Giardino dell’Anima.

A margine dell’evento, il giornalista Furio Morucci ha realizzato un’intervista per ValdinievoleNews: