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NEWS! Prima pubblicazione

22/09/2018 MILANO
Presentata presso la Libreria Cultora l’antologia Racconti Storici Vol. 1 Ed. 2018, di Historica Edizioni, ISBN 978-88-33370-65-1, costituita dai racconti vincitori del premio omonimo, tra i quali Passaggio.

Il libro è disponibile su prenotazione nelle migliori librerie e sulle maggiori piattaforme online.

Gabriele Levantini 

Ikigai – Una storia bohémienne

René si svegliò per il freddo, accorgendosi con grande disappunto di essersi addormentato con la finestra semiaperta.
Si alzò faticosamente dalla sedia, guardò con tristezza il braciere ormai spento e andò a chiuderla, tutto infreddolito.

Gli inverni parigini sono assai rigidi, ma René veniva dal nord ed era abituato a ben di peggio. Come molti altri sognatori bohémien aveva inseguito il suo sogno nella Ville Lumière. Sperava in una vita d’arte, di poesia e d’amore, ma era finito in un freddo sottotetto a combattere con i topi e con la fame.

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Il peso

Hanna camminava tra la folla del centro e si sentiva tremendamente sola. Le luci delle vetrine nell’aria frizzantina dell’autunno appena arrivato creavano un’atmosfera festante, a cui lei assisteva lontana. Come a qualcosa non vero. Non riusciva a provare niente: guardava senza vedere, sentiva senza ascoltare. Si sentiva come bloccata sotto una campana di vetro. Era sola. Tremendamente sola insieme al suo peso. Continua a leggere “Il peso”

Canzone Noir

La notte ha smesso di urlare
Fugge una luna di fumo
Lentamente mi consumo
In questo buio non so nuotare

Rit.:
Colpiscimi
notte
Rubami la vita
Ormai è finita
Sono solo ossa rotte

Tra gli inferi dei bar [1] tu muori
Non sono in cielo le stelle
Cadono dagli occhi sulla pelle
Bruciano dentro come liquori

Rit.

Tagliami la gola: è tutto ciò che ho [2]
Sono rimasto solo tra le ombre
In queste strade come tombe
Domani non mi sveglierò

Rit.

E il sole ora arresta la notte
La terrà al fresco per un po’
Ma io il giorno non rivedrò
Addormentato dalle sue botte

Rit.

 

[1] Vinicio Capossela, Che coss’è l’amor, 1994
[2] Red Hot Chili Peppers, Otherside, 1999

 

TESTO SELEZIONATO PER LA PARTECIPAZIONE AL TOUR MUSIC FEST XI ED. – 2018

Ascoltando il silenzio

Oggi, mentre tutti sono al mare, io corro nella rovente campagna lucchese. Non è una novità, ma oggi per la prima volta da quando ho iniziato, ho superato i 10 km senza mai fermarmi, senza mai rallentare. Non è molto per chi si allena seriamente, ma è il mio record e voglio godermelo. So quanto mi è costato arrivare a questo, l’ho dovuto conquistare metro dopo metro.

Un tempo detestavo questo sport, adesso invece se sto qualche giorno senza mi manca. Forse lo detestavo perché non sapevo ascoltare il silenzio. Adesso invece amo queste sensazioni. Amo la mente che comanda il corpo e lo spinge al suo limite, ma ne ascolta i bisogni. Lo guida come un capitano il suo vascello. Amo aver imparato a controllare il mio respiro e ad abbassare i miei battiti. Amo il sapermi dare obiettivi e riuscire a raggiungerli, nonostante il caldo, il freddo, il dolore, la sete. La corsa rende più forte il corpo ma soprattutto rende d’acciaio la volontà.

E quando il corpo è a velocità di crociera, metto l’automatico, lascio il timone, e ascolto il mondo. Suoni, colori, odori, il vento sulla pelle sudata. Fluisco, come il fiume che mi scorre a fianco.

Infine la mente si libera e si estranea. Anche nella corsa, come nel karate, c’è il mushin, la non-mente. Raggiungo un punto in cui sono disconnesso dal corpo, forse sono in una stanza a discutere con Galileo, forse su Marte col dr. Manhattan, forse in un ring a lottare con me stesso.

Finché poi il corpo non torna a farsi sentire: il serbatoio è vuoto, il motore fa un rumore strano. Raggiungo il mio limite, e anche se costa moltissimo sono felice. E ogni volta porto l’asticella un po’ più in alto.

[Lucca, 01/07/2017]

L’attesa

Era una calda sera di luglio e il vento gentile, profumato di mare, accarezzava il viso di Gennaro, nascosto tra le grandi piante sotto la veranda della villa. Il silenzio della campagna era disturbato solo dall’eco del traffico in lontananza, sulla litoranea, e dal canto ossessivo di una tortora.

Gennaro sudava, immobile, con i muscoli tesi e il cuore impazzito. La sua calma apparente era tradita solo dai suoi grandi occhi scuri di bambino, sgranati nel buio. Guardò l’orologio abbassando leggermente lo sguardo e inclinando il polso, mentre cercava di restare fermo: le 21.30.

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I tropici negli occhi

Ho tanto amore in fondo al cuore 
Chiuso a chiave da chi mi ha fatto male 
Ora voglio solo fuggire 
Andarmene al mare 

Rit.:
Cammino sola tra la gente
In questa strada rovente
Ma all’improvviso arrivi tu
Cerco i tropici nei tuoi occhi blu

E questo bar diventa giungla
Baciami prima che la luna ci raggiunga 
La città mi sembra il mare 
Mi sembra di volare 

Rit.

Più mi parli più navigo lontano 
In questo mare nel cuore di Milano 
Sento il calore tornarmi nel cuore 
Non voglio più partire, voglio rimanere 

Rit.

Sento le onde quando mi abbracci
Il sole caldo nei tuoi messaggi
In questa vacanza senza viaggiare
Ho finalmente trovato il mare

 

 

 

Il mare d’inverno

Il mare d’inverno è una donna timida e riservata. Non è facile conoscerla, e certamente si concede a pochi. Ma se imparerai ad ascoltarla e rispettarla, a sopportare il suo umore mutevole come le maree e le sue onde improvvise, a capire la sua misteriosa e inscrutabile profondità, allora ella ti aprirà il suo cuore e ti mostrerà la sua anima.
Per noi, figli del mare, questo è facile. Perché sentiamo scorrere il suo sale nel nostro sangue, perché il nostro cuore batte al ritmo della risacca.
Perché nella sua immensa, inaccessibile anima vediamo facilmente la nostra.

[Viareggio, 06/01/2018]

NEWS! Premiato Passaggio, racconto ispirato a Conrad

E’ con immenso piacere che vi comunico che Passaggio, il racconto storico ispirato a La linea d’ombra di Joseph Conrad, ha vinto il prestigioso premio Racconti Storici 2018, organizzato da Historica Edizioni.

In autunno verrà pubblicato nell’antologia della Casa Editrice, da sempre molto attenta nel coltivare il lavoro degli autori esordienti, all’insegna di un’editoria dinamica e di qualità.

Grazie a tutti!

Gabriele Levantini

Lo Spiraglio

La luce bianca si avvicinava vorticosamente mentre Vittorio volava nel tunnel, come in un sogno. Una sensazione di leggero stupore e ottimismo pervadeva il suo essere, aumentando via via che la luce si faceva più calda e accecante.

Voci confuse si affollarono intorno a lui, sempre più forti e definite, mentre la luce iniziava a calare. Il tunnel perdeva la sua forma, sfocandosi e mutando dapprima in un bianco meno puro e poi in un grigio pallido, il volo si faceva più lento.

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