Estate

Il sole si specchia e si confonde nel bianco del libro. Batte il suo tremendo sulla spiaggia ardente.
Il mare canta la sua eterna nenia, assonnato e placido. Alieni pacchiani invadono la spiaggia, ma un bambino incurante gioca scavando la sabbia. La gioia dell’istinto.  
Al bar tribù di ragazzi carichi pieni di energia.  Sulla spiaggia gli amori si intrecciano come ciuffi di alghe straccate dal mare.
Un vecchio sta immobile al sole e anziane signore chiacchierano.
Ci guardano i monti martiri del marmo. Osservano il mare, accarezzano il cielo.
Come ombre passano i figli sfortunati di questo mondo ingiusto. Coloro che nacquero dal lato sbagliato d’un confine o d’un sistema.
La brezza culla i miei pensieri mentre io, spettatore distratto, scruto una nuvola altissima. Sembra non dover mutare mai, come una pennellata nel cielo. Invece è effimera come l’attimo che chiamiamo felicità.

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