Il suono delle margherite

[DISCALAIMER: Attenzione! Racconto di genere erotico!]

L’atmosfera era carica di tensione e di attesa, Valentina si perse per un istante negli occhi scuri di quel ragazzo che le stava davanti, forte come una montagna, quieto e misterioso come un lago.

Era alto e snello, con lineamenti mediterranei e un’espressione furba, resa irresistibile dai suoi capelli scuri, un po’ spettinati. Michele era un sogno che si realizzava, contro ogni aspettativa, contro un destino stupido come le prese in giro, crudele come l’adolescenza.

Fu rapita dalla vertigine di sentirlo suo: Non riusciva a credere a quello che stava vivendo. Com’era possibile che quel ragazzo si interessasse a lei? Che provasse qualcosa per lei: grassa, impacciata, derisa da tutti?

Eppure era reale. Dannatamente, potentemente reale.

Valentina si avvicinò lentamente, chiuse gli occhi e schiuse le labbra, leggermente. Michele si avvicinò e le mise le mani intorno al collo, avvolgendole la testa come per sorreggerla, e la baciò con passione. Le sue labbra, il pizzicore della sua barba, la carezza delle sue mani: tutto questo era per lei. Un dono inaspettato, come un miracolo. Il suo cuore ebbe un sussulto e si sentì come sospesa al di fuori del tempo e dello spazio, sopra ogni cosa, oltre il bene e il male, lontana anni luce dall’immagine dolorosa di sé che le avevano inciso dentro. Lui la stava guarendo, era la sua salvezza.

Le sue mani, così saldamente maschili, la stringevano e l’esploravano. Scendevano sui seni con gentilezza e poi giravano sulla schiena, percorrendola delicatamente fino in fondo. L’accarezzavano, la cercavano, la desideravano, le facevano provare un bouquet di piaceri. L’eccitava e la frastornava sentirsi per la prima volta voluta, si sorprendeva di scoprirsi femmina.
Sospirò di piacere quando finalmente le mani di lui giunsero dove il pensiero di lei le aveva precedute. Intimità e sesso, anime e corpi: due energie che si incontravano e si scontravano.
Il contatto con la pelle nuda di Valentina, calda e vellutata, sembrò essere un catalizzatore per lui: l’eccitazione dell’una magnificava quella dell’altro, in una spirale di primordiali stimoli chimici che crescevano e li travolgevano, trascendendo i confini dei loro corpi.

Le afferrò i bordi della maglietta e gliela sfilò. Valentina esitò un istante: da sempre le avevano fatto capire che doveva vergognarsi del suo fisico. Quando lui la guardò lei si sentì morire dentro, ma poi riprese a baciarla senza dire una parola, e abbracciandola le sganciò il reggiseno. A quel punto Valentina trattenne a stento le lacrime: allora gli piaceva davvero! Finalmente si avverava ciò che fino a quel momento aveva solo potuto sognare.
Un’immensa sensazione di piacere la investì come un’onda, portandola in alto, su una cresta di felicità e libertà mai provate prima. Avrebbe fatto qualsiasi cosa se lui gliel’avesse chiesto, gli avrebbe lasciato fare tutto ciò che avrebbe voluto.

Adesso era lei che si faceva irruenta, che voleva sentire il suo impeto, lasciarsi imprigionare dalla sua presa. Con un coraggio che non avrebbe mai pensato di avere, sfilò la maglietta di Michele e cominciò a toccarlo, scendendo fino ai jeans, sbottonandoli.

Li abbassò. Guardò Michele con occhi grandi di paura e di scoperta; lui si spoglio del tutto e si arrese al richiamo che quel corpo nudo esercitava sul suo. Un ancestrale istinto, un urlo della foresta che zittiva ogni altro suono.
Il suo uomo: questo era lui. E Valentina finalmente scopriva quel ragazzo misterioso, lentamente, con tutti i suoi sensi, si lasciava trasportare dal suo calore, dal sapore, dall’odore. Michele sembrava apprezzare molto ciò che Valentina faceva, e lei si stupiva di constatare il potere che aveva sul corpo di lui.

Si alzò e guardandolo dritto negli occhi gli disse semplicemente “Prendimi!”. Come un vero uomo, lui non si fece pregare e l’accompagnò sul letto, quasi spingendocela per la furia d’averla. In un attimo le fu sopra.

Valentina era una regina, servita e sottomessa al tempo stesso al suo re.

La baciò ancora, e poi scese a morderle i seni e scese ancora, e più scendeva più lei provava piacere, fino a scoppiare. Poi tornò su e senza dire una parola, con delicatezza, si fece strada in lei. Era come Valentina si aspettava, era perfetto, era torrido, era dolce.

Lei si lamentava di piacere via via che lui diveniva padrone del suo corpo, via via che il ritmo aumentava, insieme ai respiri. La conduceva con singolare bravura e con virile fermezza. Gli assalti di quell’assedio crescevano in frequenza ed intensità, sempre più insistenti finché lei si arrese al piacere.

S’arrese anche lui quasi insieme, come un atleta stanco e felice a fine corsa.

Dopo la tempesta ci fu la quiete. Rimasero abbracciati, rapiti da un silenzio che pareva sacro; Valentina passava le dita tra i capelli di Michele e lo guardava con occhi pieni d’amore. Lui aveva la sua solita espressione furbetta e misteriosa, e sembrava felice.

A cosa pensi?” Chiese lei.

“A nulla”

Io invece sai a cosa? Penso al suono delle margherite, mosse dal vento, come facevo sempre da piccola, con mia mamma. Mi immagino sdraiata su un prato, e tutto è bello, tutto è perfetto. Proprio come adesso.

Lui sorrise e, dopo poco, si alzò e cominciò a rivestirsi. “Adesso devo andare”.

Lei lo guardò come se stesse per salpare per chissà dove, per chissà quanto.

Quando ci rivediamo? Sabato potremmo andare in centro…

“Ti faccio sapere io appena posso” L’interruppe lui con un sorriso rassicurante.

Appena fu uscito, Valentina andò a preparsi un tè. Nel silenzio della casa, le pareva d’udire ancora i rumori di poco prima e soprattutto il battito dei loro cuori.

Prese il telefono: Lucia, la sua migliore amica, doveva sapere!

Lucy!!! Non ci crederai… Abbiamo fatto l’amore! È stato magico… Credo di amarlo!!! Finalmente ho un motivo per vivere! Non voglio più morire adesso! Non voglio più farla finita!

Appena Michele fu fuori di casa, prese il cellulare e scrisse a Massimo: il suo compagno di mille avventure doveva sapere!

“Yo, bello! Scommessa vinta… mi devi una birra! Mi sono fatto la cicciona… in meno di una settimana!”

 

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