La gavetta

Cosimo guardava l’orologio spazientito: erano le 10.30 e del professore non c’era ancora nessuna traccia. Non era certamente la prima volta che se la prendeva comoda, ma quel giorno Cosimo era impaziente di avere conferma del suo rinnovo di contratto.

Così, più presto delle altre mattine, si era sobbarcato la quotidiana ora e un quarto di tragitto, a bordo della sua vecchia Fiat Punto ormai malconcia. Un investimento di tempo e di soldi che mal si accordava con la magra borsa di studio che l’ateneo gli rinnovava annualmente.

Il professor Lorusso irruppe in laboratorio, trafelato come chi si accorge di aver tardato eccessivamente. Sulla cinquantina, sempre elegante, dal capello laccato sembrava più un venditore che un accademico. “Rizzi, buongiorno! ‘Nu schifo proprio sto traffico, è vero o no! Vabbuò, senti, finisci e vieni nel mio ufficio!

“Certo, professore!”

Cosimo si sedette sulla vecchia, austera seggiola davanti alla scrivania del professore. Tutt’intorno un gran numero di libri obsoleti e riviste scientifiche impolverate erano la prova concreta dell’effettivo passato da ricercatore del professor Lorusso. Sulla scrivania, l’ultima bozza dell’articolo scritto da Cosimo negli ultimi mesi, che il professore doveva ancora rivedere. Vicino una brochure del nuovo modello della Mercedes, stropicciata dalle molte letture.

Rizzo, credo che cambierò macchina a breve. Questa ‘cca mi piace assai, che ne pensi?

“Bella, professore, molto. Ma per caso avete rivisto il mio articolo?”

No, Rizzo, non ho avuto tempo! Sai che devo andare di qua e di là per cercare i soldi per le borse di studio. Ma, senti, facciamo così. Lo firmo e lo mandiamo, che tanto mi fido di quello che scrivi. Poi sono rimasto un po’ indietro con questa ricerca, pure.

“Professore, ma voi siete il responsabile del gruppo di ricerca!”

Il professore lo guardò come si guarda un bambino che fa una domanda impertinente.

Rizzo, piuttosto, ti devo dire una cosa importante. Ti ricordi il bando europeo?

“Certo professore. Ve l’ho preparato due mesi fa, non l’avete ancora inviato?”

“Rizzo, sti bandi sempre scadevano mo’… quindi io ero tranquillo… Domenica però sono stato in barca a vela col sottosegretario Vitale… e lui mi ha spiegato che l’Unione Europea ha di nuovo rotto u’cazz…

Cosimo riusciva a tenere a stento la bocca chiusa, tanto era incredulo per ciò che sentiva.

Il professore esitò, si guardò intorno con disagio prima di scandire, a bassa voce e con tono confidenziale: “Il progetto andava presentato un mese fa… quest’anno le regole sono cambiate… quindi mo’ ci manca una borsa… Ma vedi tu in che situazioni mi mettono sti strunz…

Cosimo strabuzzò gli occhi. “Ma professore, non avevate controllato?!”

Rizzo, no! Non ho avuto tempo!” Il professore rispose con evidente imbarazzo.

Cosimo sapeva di che pasta era quel vecchio barone, ma questo era davvero troppo. Il suo destino era veramente in mano a un simile personaggio?

“E la borsa di ateneo, quella l’abbiamo?”

Ma sì, che l’abbiamo Rizzo! Il rettore è un vecchio amico! Ma ci sta un guaio purtroppo… Quella borsa è promessa da tempo, già ho fatto preparare il concorso. Capiscimi Rizzo, io avrei pure voluto fingere di scordarmelo… Il guaio è che mercoledì mattina sono andato a giocare a golf col senatore De Bellis… e lui mi ha ricordato di suo figlio. Non ho potuto dire di no, capisci, Rizzo? Non ho potuto fare niente proprio.

Cosimo non riusciva a muoversi, il mondo gli stava crollando addosso.

Io preferirei te, che mi fai pubblicare. Però, sai… la politica… De Bellis, penso che lo conosci… chi non lo conosce?”

Ma professore…” Cosimo tratteneva a stento le lacrime per il torto subito. “Così mi uccidete… Perché? Io ho portando avanti per tre anni la nostra ricerca.

No, no, Rizzo! Non fare così! Ho già preso contatti con l’onorevole Ranieri. Appena torna in città vedo di organizzare una serata come piacciono a lui… donnine e champagne… come si suol dire… e mo’ vediamo di trovare un po’ di fondi. Lo vedi che mi faccio in quattro per te?

2 pensieri riguardo “La gavetta

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...